Bentornati insegnanti e genitori al nostro consueto appuntamento.

Il tema di oggi riguarda una domanda fondamentale per il benessere dei bambini e degli adolescenti: perché è così importante intervenire sul bullismo a scuola e in famiglia?

Il bullismo non è una fase: perché va affrontato subito

Contrariamente a quanto si pensa, il comportamento da bullo o vittima non è una tendenza passeggera. Le ricerche longitudinali dimostrano che queste dinamiche:

  • rimangono stabili nel tempo,
  • persistono anche cambiando scuola, insegnanti o compagni,
  • coinvolgono diversi contesti sociali,
  • hanno conseguenze anche a lungo termine, soprattutto per le vittime.

Per questo è fondamentale intervenire tempestivamente, non solo per proteggere bullo e vittima — categorie più a rischio — ma anche per tutelare gli altri studenti. Infatti, un clima scolastico in cui le prepotenze vengono tollerate genera:

  • desensibilizzazione verso la sofferenza altrui,
  • deresponsabilizzazione,
  • normalizzazione dell’aggressività.

A tal fine, i programmi efficaci contro il bullismo devono adottare un approccio sistemico ed ecologico (Menesini, 2006), coinvolgendo scuola, gruppo classe, famiglie e singoli studenti.

Bullismo: come si smonta realmente? Il lavoro di rete

Intervenire sul bullismo significa attivare una rete scuola–famiglia–individuo.
Nessuna realtà da sola possiede tutte le risorse necessarie: servono sinergie, accordi e progettualità condivise.

Le difficoltà ricorrenti di genitori e insegnanti

Molto spesso:

  • i genitori, disorientati, assumono una posizione difensiva nel tentativo di proteggere il proprio figlio, rischiando però di legittimare comportamenti di sopraffazione;
  • gli insegnanti attribuiscono la responsabilità alla famiglia, sentendosi impotenti nel cambiare la situazione.

Si genera così un clima di incomprensione che blocca ogni intervento educativo.
È invece utile partire da una domanda fondamentale:

Che cosa posso fare io, nel mio ruolo, per contribuire al cambiamento?

I principali fattori familiari che favoriscono comportamenti da bullo

L’ambiente familiare può influire profondamente sullo sviluppo di atteggiamenti aggressivi. Tra i fattori di rischio:

1. Atteggiamenti aggressivi diffusi in casa

I bambini tendono a riprodurre ciò che osservano: famiglie che utilizzano la violenza come modello forniscono un terreno fertile al bullismo.

2. Scarsa attenzione alla vita quotidiana del bambino

Domande come “Cosa fa a scuola?” o “Con chi gioca?” spesso non trovano risposta.
Il disimpegno educativo favorisce comportamenti disfunzionali.

3. Risposte incoerenti da parte degli adulti

L’alternanza tra indifferenza e reazioni esagerate, regole non rispettate o punizioni incoerenti, aumenta il rischio di comportamenti prepotenti.

Come prevenire il bullismo: cosa possono fare genitori e insegnanti

A livello familiare

  • Evitare stereotipi e modelli aggressivi.
  • Proporre attività rilassanti e regolate.
  • Aiutare il bambino a riconoscere e gestire le emozioni.
  • Favorire la tolleranza della frustrazione.
  • Lavorare sulle competenze sociali e sull’etica personale.

A scuola e in classe

Gli insegnanti possono:

  • promuovere un ascolto empatico e privo di giudizio;
  • creare un clima sicuro in cui l’alunno percepisce il docente come punto di riferimento, non come figura punitiva;
  • aiutare gli studenti a sviluppare pensiero critico, riflessione e problem solving;
  • favorire il dialogo e la condivisione emotiva.

Genitori e insegnanti hanno un ruolo decisivo

CHE TU SIA UN GENITORE O UN INSEGNANTE, IL TUO RUOLO È DETERMINANTE.
La prevenzione del bullismo nasce nei piccoli gesti quotidiani, nei valori trasmessi e nel clima relazionale che ogni adulto contribuisce a costruire.

Nel prossimo appuntamento vedremo insieme come promuovere atti di bellismo, ovvero comportamenti positivi e pro-sociali che riducono l’aggressività e aumentano il benessere del gruppo.

Dott.ssa Francesca Fiume