Questo articolo nasce dal libro “Il primo bacio” di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, una lettura preziosa per comprendere come accompagnare i ragazzi nel loro percorso affettivo.
“Il primo bacio non si scorda mai”, ci dicono mamme e nonne. Ed è vero.
Dolce o goffo, sognato o improvvisato, il primo bacio rappresenta un passaggio simbolico: segna l’ingresso nel mondo dell’affettività e della sessualità, il primo contatto intimo tra due persone.
Per questo è fondamentale parlarne ai nostri ragazzi, soprattutto in un tempo in cui i media propongono modelli affettivi distorti, accelerati o banalizzati. Il primo bacio può essere il punto di partenza per un’educazione affettiva sana e consapevole.
Cosa succede nel corpo durante il primo bacio?
Il bacio è un gesto semplice ma straordinariamente complesso. Durante un bacio si attivano:
- 146 muscoli (34 facciali e 112 posturali)
- 5 paia di nervi cranici
- aumento del battito cardiaco
- accelerazione del respiro
- rilascio di ossitocina (ormone dell’amore)
- riduzione del cortisolo (ormone dello stress)
- scambio di feromoni
- un coinvolgimento emotivo profondo
Per un preadolescente, il primo bacio è un evento carico di significati e trasformazioni.
Perché iniziare l’educazione affettivo-sessuale dal primo bacio?
Il primo bacio è un gesto che permette ai ragazzi di:
- riconoscere le proprie emozioni,
- dare significato ai primi impulsi affettivi,
- comprendere che la sessualità nasce come relazione, non come prestazione.
L’energia sessuale nell’adolescenza è più forte della capacità di elaborarla razionalmente: ecco perché è essenziale aiutarli a gestirla, comprenderla e canalizzarla.
Come affrontare il tema con i figli?
Non esiste un’età precisa in cui iniziare a parlare di affettività e sessualità. Ogni ragazzo ha tempi, sensibilità e domande differenti.
Il terreno può essere delicato, ma con alcuni strumenti è possibile affrontarlo con serenità.
I consigli dello psicoterapeuta Fabio Veglia
1. Usare il racconto
Partite da un episodio personale o da una storia.
Il racconto deve essere semplice, breve e centrato su pochi concetti chiave.
Raccontare la propria esperienza richiede consapevolezza della propria storia affettiva: quali emozioni abbiamo provato? Cosa ci ha aiutato? Cosa ci ha ferito?
Non serve condividere dettagli intimi, ma aiutare i ragazzi a capire che la sessualità è un percorso evolutivo.
2. Ripensare al proprio primo bacio
Chiedetevi:
- A chi l’avete dato?
- Come vi siete sentiti?
- Cosa ha rappresentato per voi?
- Cosa cambiereste oggi?
Questo esercizio migliora la capacità di trasmettere valori e significati ai propri figli.
3. Toccare tutti e quattro gli aspetti del gesto
Aspetto funzionale:
A cosa serve un bacio? (es. “è un gesto per dire a qualcuno che gli vuoi bene”).
Aspetto storico-funzionale:
Che ruolo ha avuto nella vostra vita.
Aspetto etico:
Come viverlo bene, nel rispetto di sé e dell’altro.
Aspetto estetico:
Dove ritroviamo il bacio nella cultura, nell’arte, nelle immagini familiari.
4. Lasciarsi coinvolgere
L’affettività è bella, vitale, emozionante.
I ragazzi devono percepire entusiasmo e autenticità quando ne parlate.
5. Usare parole semplici
No a tecnicismi complessi.
No a nomignoli infantilizzanti.
Sì a un linguaggio chiaro, rispettoso e diretto.
6. Fare domande, ascoltare, stimolare il pensiero critico
Le loro opinioni non sono sempre uguali alle vostre. Accoglierle è la base del dialogo educativo.
7. Cogliere ogni occasione
Un film, una serie, una notizia, un comportamento visto a scuola…
Ogni contesto può diventare un’opportunità di confronto.
8. Trasmettere valori chiari
I ragazzi hanno bisogno di modelli di riferimento coerenti: i nostri valori li aiutano a orientarsi.
Esempio di racconto per iniziare il dialogo
(Il seguente racconto è stato leggermente ottimizzato per leggibilità, mantenendo intatto il senso originale.)
Quando ho dato il mio primo bacio ero emozionatissima. Frequentavo il liceo e lui era poco più grande. Ci eravamo conosciuti a una festa grazie a mia cugina. Ricordo il cuore che batteva fortissimo mentre camminavamo in un parco. Poi lui si sdraiò sul prato e io mi misi accanto a lui. Avvicinò lentamente le sue labbra alle mie e mi baciò. Rimasi senza fiato. Ero combattuta tra la voglia di scoprire qualcosa di nuovo e la paura di mostrarmi vulnerabile. Una lacrima mi scese, per l’emozione. All’inizio quel contatto mi sembrò strano, poi divenne dolce, bello, pieno di significato.
Negli anni ho capito che si impara a baciare – e ad amare – con il tempo. Non bisogna correre. I baci più belli della mia vita sono quelli che ho dato e continuo a dare a tuo padre. Perché l’amore è un percorso che cresce insieme a noi.”
Conclusione
Il primo bacio è un’esperienza fondativa dell’affettività.
Accompagnare i ragazzi in questo percorso con delicatezza, sincerità e consapevolezza significa aiutarli a costruire relazioni sane e rispettose.
L’educazione affettivo-sessuale inizia molto prima del “primo rapporto”:
inizia proprio qui, dal primo bacio, dalle emozioni e dal dialogo.