Ben trovati cari insegnanti al nostro consueto appuntamento.
In occasione della Giornata contro il Bullismo, approfondiamo insieme come riconoscere il bullismo a scuola, un fenomeno che colpisce indistintamente ragazzi e ragazze e che, se non identificato in tempo, può avere conseguenze profonde sul benessere emotivo e scolastico degli studenti.
Cos’è il bullismo? Una definizione chiara per docenti
Il termine bullismo, dall’inglese bullying, significa letteralmente “intimorire”.
Non si tratta di uno scherzo né di un semplice litigio: è bullismo quando un individuo è esposto, ripetutamente nel tempo, ad azioni offensive, verbali, fisiche o psicologiche da parte di uno o più compagni.
Le caratteristiche fondamentali del bullismo sono:
- Intenzionalità: il comportamento mira a fare del male.
- Persistenza: gli episodi si ripetono.
- Disparità di potere: uno prevale sull’altro.
- Notorietà del patto: il gruppo è consapevole dell’atto.
- Potere del bullo e vulnerabilità della vittima.
- Assenza di sostegno percepita dalla vittima.
Il bullismo femminile: il cosiddetto “bullismo rosa”
Il bullismo tra ragazze è in forte aumento.
Si manifesta prevalentemente attraverso modalità:
- psicologiche,
- relazionali,
- indirette.
Le ragazze, con una maggiore maturità emotiva in adolescenza, colpiscono soprattutto le fragilità interiori, usando:
- esclusione,
- derisione,
- ridicolizzazione,
- diffusione di pettegolezzi.
È un bullismo più difficile da vedere, perché meno visibile sul corpo, e per questo più subdolo e complesso da identificare.
Bullismo: i segnali che gli insegnanti possono osservare nelle vittime
A breve termine
- mal di pancia, mal di testa, disturbi fisici ricorrenti;
- ansia, incubi, difficoltà nel sonno;
- calo della concentrazione e del rendimento;
- paura o riluttanza ad andare a scuola;
- scarsa autostima e svalutazione del Sé.
A lungo termine
- depressione;
- comportamenti autodistruttivi o autolesivi;
- abbandono scolastico;
- difficoltà relazionali e problemi socio-affettivi;
- isolamento e solitudine.
Come riconoscere un bullo?
A breve termine
- rendimento scolastico basso;
- difficoltà a rispettare le regole;
- comportamenti oppositivi o provocatori;
- difficoltà relazionali dentro e fuori la scuola.
A lungo termine
- peggioramento scolastico fino a bocciature e abbandono;
- comportamenti antisociali (furti, vandalismo, crimini minori);
- abuso di sostanze;
- aggressività anche in ambito familiare e lavorativo.
Le conseguenze del bullismo sugli osservatori
Non solo bullo e vittima soffrono: anche i compagni che osservano gli episodi subiscono effetti indiretti.
Gli studenti spettatori possono sviluppare:
- senso di impotenza,
- omertà come strategia di sopravvivenza,
- sfiducia negli adulti,
- accettazione della legge del più forte.
Questo clima mina la qualità delle relazioni scolastiche e normalizza comportamenti aggressivi.
Come intervenire? Il ruolo decisivo dei docenti
Vi è capitato di riscontrare:
- studenti esclusi dal gruppo classe?
- comportamenti ostili ricorrenti?
- segnali fisici o emotivi inspiegabili?
Non sempre è chiaro come intervenire.
Ma un primo passo è riconoscere il fenomeno e non minimizzarlo.
Nel prossimo articolo approfondiremo come favorire atti di bellismo, ovvero comportamenti positivi e pro-sociali che migliorano il clima scolastico.